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Pomerio
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Il mwawpomerio (mwbain latino mwbqpomerium o pomoerium) era il mwbgconfine sacro e inviolabile della città.cite-ref-treccani-1-0[1]

Il recinto sacro delimitava e definiva lmwfa'mwfqmwfgurbs, che è la città intesa come entità consacrata agli dei. Solo le città con un mwfwpomerium possono essere definite mwgaurbes. Le altre sono, al massimo, mwgqmwggòppida, nel senso di entità racchiuse da mura con scopi esclusivamente civili, amministrativi e difensivi.

Contents

Note

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Etimologia

A seconda dell'etimologia data alla parola, tuttora molto discussa, questa si può scrivere sia mwhgpomerium sia mwhwpomoerium.

L'etimologia proposta dagli stessi Romani farebbe derivare questa parola da mwiqpost-moerium,cite-ref-3[3] che vuol dire mwjgdopo le mura, quindi almeno in origine si sarebbe scritta mwjwpomoerium. La scrittura mwkapomoerium è sostenuta da mwkqJohan Nicolai Madvig, mentre quella mwkgpomerium da mwkwTheodor Mommsen.

Origine

La fondazione di una città, sia mwmaitalica, e quindi anche mwmqlatina, sia mwmgetrusca,cite-ref-enctreccani-4-0[4] seguiva uno scrupoloso e meticoloso insieme di riti. Innanzitutto si provvedeva a conoscere gli mwnwauspici, ovvero i messaggi divini basati sul volo e sul canto degli uccellicite-ref-5[5], la cui interpretazione comunicava le volontà degli dei; tale compito spettava all'mwpaàugure.

Il tracciato veniva poi segnato con un mwpgaratro, che scavava il solco seguendo i confini che si volevano dare alla nuova città, trainato da un toro ed una vacca, il cui mwpwvomere veniva alzato solo laddove si voleva fossero costruite le mwqaporte cittadine.cite-ref-enctreccani-4-1[4]

Poiché non era possibile costruire subito le mura di difesa sul primo tracciato, veniva realizzato un secondo solco, parallelo al primo. La striscia di terra compresa tra il primo e il secondo era il mwrgpomerium vero e proprio.cite-ref-6[6] In questo territorio i sacerdoti confinavano gli spettri, i fantasmi, le larve, i demoni delle malattie e gli spiriti della guerra, della fame, delle pestilenze e tutto ciò che poteva essere ricondotto a situazioni negative per la città e per i suoi abitanti.

Qui non si poteva costruire, non si poteva abitare, non si poteva coltivare, né si poteva passare (le porte erano infatti escluse dal mwtapomerium): era l'area consacrata esclusivamente agli dei protettori della città che avrebbero dovuto proteggere questo recinto (e di conseguenza anche tutto ciò che si trovava al suo interno).

Questa serie di rigide limitazioni ha suggerito in molti casi di ricorrere a un espediente pratico: far coincidere la striscia del mwtgpomerium con la base delle mura della città; in tal modo era sicuramente più facile rispettare i divieti, lo spazio urbano poteva essere meglio sfruttato e le mura stesse assumevano una caratteristica di sacralità, pur essendo ben distinte dal mwtwpomerium vero e proprio.

Successivamente si scavava una fossa circolare nel punto ove le due strade principali si incontravano formando un angolo retto: questo fossato era chiamato mwuqmundus. Al suo interno, in un rito dall'alto contenuto simbolico, venivano interrati simboli religiosi che avrebbero dovuto assicurare alla futura città benessere, prosperità, pace e giustizia; in particolare, il fondatore vi gettava una zolla di terra portata seco dal luogo di provenienza e lo stesso facevano, dopo di lui, gli altri mwugpatres familias.

I riti proseguivano per diversi giorni per poter estendere i benefici propri del mwvamundus all'intero territorio della città rendendolo in tal modo consacrato agli dei prescelti.

Il pomerium di Roma

Secondo la leggenda Romolo fondò la città tracciandone il confine sacro, il pomerio, il 21 aprile mwxw753 a.C.cite-ref-livioi-7-7-0[7] Successivamente Remo viene ucciso da Romolo perché oltrepassa in armi il solco che questi stava tracciando.cite-ref-livioi-7-7-1[7]cite-ref-8[8] Quasi certamente il solco che Romolo stava tracciando era il secondo e Remo deve aver oltrepassato il primo macchiandosi quindi di una colpa gravissima: la profanazione del territorio della città. Conoscendo il valore simbolico e il significato del pomerio, questa uccisione - generalmente percepita come smodata rispetto alla causa - assume valenza di esecuzione capitale e giustifica il permanere di questo fatto di sangue legato alla fondazione della città di Roma. Il messaggio diventa forte e rassicurante per gli abitanti della città: mwbasarà punito chiunque attenti alla città e ai suoi abitanti, e diventa un monito potente per i nemici.

Tracce dell'antica esistenza di un pomerio sono rimaste nel tracciato urbanistico anche dopo la perdita di funzione delle mura.

Successivamente la tradizione vuole che questo fosse allargato da mwbwServio Tullio,cite-ref-9[9] Successivamente fu ulteriormente allargato da mwdaLucio Cornelio Silla, da mwdqClaudio nel mwdg49,cite-ref-10[10] da mwewVespasiano nel mwfa75, da mwfqAdriano nel 121cite-ref-11[11] e da mwggAureliano.cite-ref-treccani-1-1[1]

In particolare, grazie al ritrovamento dei cippi utilizzati per delimitarne il percorso, gli studiosi sono riusciti a ricostruire i confini del nuovo pomerio realizzato da Claudio, in seguito alla sua vittoria sui mwiaBritanni.cite-ref-enctreccani-4-2[4]cite-ref-12[12]

Caratteri

Dal punto di vista legale, Roma esisteva solo all'interno del mwkwpomerium; tutto ciò che stava oltre era semplicemente territorio appartenente a Roma, mwlaextra pomerium.

Non si trattava di mura, piuttosto di un confine legale e religioso, marcato da pietre bianche chiamate mwlgcippi pomerii, e non comprendeva tutta l'area metropolitana (il mwlwPalatino era all'interno del mwmapomerium, ma il mwmqCampidoglio e l'mwmgAventino non lo erano). La mwmwCuria Hostilia e la fonte dei mwnaComitia, nel mwnqForo Romano, due luoghi estremamente importanti nel governo della mwngcittà-stato e del suo Impero, erano situate dentro il mwnwpomerium. Il mwoaTempio di Bellona era oltre il mwoqpomerium.

Costrizioni religiose vietavano a ogni sovrano consacrato di entrare nel mwowpomerium. Come risultato, le visite di stato risultavano in qualche modo scomode; mwpaCleopatra, ad esempio, non entrò mai nella città di Roma, quando venne a fare visita a mwpqGaio Giulio Cesare.

Ugualmente era proibito attraversare il Pomerio in armi;cite-ref-treccani-1-2[1] ai mwqwpromagistrati e magistrati dotati di mwraimperium era vietato andare in armi oltre questo confine, e cedevano il loro mwrqmwrgimperium immediatamente se lo oltrepassavano. Come risultato, un generale in attesa di celebrare il mwrwtrionfo, era obbligato ad attendere fuori dal mwsapomerium fino al momento della celebrazione. mwsqPompeo, per poter celebrare il proprio trionfo in seguito alla vittoria sui Pirati nel Mediterraneo orientale, rinunciò a candidarsi al Consolato, perché per farlo avrebbe dovuto attraversare il pomerio da privato cittadino.

Per lo stesso motivo i mwswlittori non portavano le scuri nei mwtafasci quando si trovavano nel pomerio.

Solo il mwwqdittatore poteva esercitare lmwwg'mwwwimperium, il potere di mettere a morte un cittadino senza processo, entro il mwxapomerium: i 24 littori al suo seguito potevano dunque tenere le scuri innestate nei fasci anche mwxqdomi.

(solo il dittatore poteva detenere l'imperium maius, ma l'imperium era detenuto già da consoli e pretori).

I mwxwmwyaComitia Centuriata, l'mwyqassemblea dei cittadini divisi secondo le classi militari, erano tenuti nel mwygCampo Marzio fuori dal mwywpomerium: era infatti l'assemblea delle centurie, dei cittadini armati.

Il mwzqTeatro di Pompeo, dove Giulio Cesare venne assassinato con una congiura organizzata da Bruto e Cassio, era fuori dal mwzgpomerium e comprendeva una camera senatoriale, dove il Senato poteva riunirsi con la partecipazione di singoli senatori ai quali era vietato attraversare il mwzwpomerium e che quindi non avrebbero potuto recarsi alla Curia Hostilia.

Rispettato anche da mw0qCostantino I che, nella creazione delle chiese edificate dopo l'mw0gEditto di Milano (mw0w313), si mantenne sempre lontano dal centro della città, lontano dal mw1apomerium dove eresse solo costruzioni civili.

Alle mw1gVestali era concesso invece di essere sepolte entro il pomeriocite-ref-14[14].

Altri pomeri

A mw3qOstia antica, il percorso delle mura del primitivo mw3gcastrum del IV secolo a.C. (vie pomeriali) era delimitato all'interno e all'esterno da alcune vie che si sono conservate nella successiva espansione della città.

La tradizione vuole che sia stato lo stesso Costantino, mw4amw4qPontifex Maximus, a tracciare con la propria mw4glancia il perimetro sacro del pomerium di mw4wCostantinopoli, assegnando alla città lo stesso nome sacrale di Roma, probabilmente mw5amw5qFlora, e battezzandola ufficialmente mw5gNova Roma.

Tracce rimangono anche nell'attuale toponomastica di alcune città italiane come ad esempio mw6aPrato in mw6qToscana, dove la via esterna che corre lungo le mura si chiama appunto via Pomèria, a mw6gBenevento in mw6wCampania - di origini romane e poi longobarde - dove l'analoga via si chiama via del Pomèrio, a mw7aFiume in mw7qLiburnia, o a mw7gPomer di una frazione di mw7wMedolino in mw8aIstria.

Note

cite-note-treccani-11. mw-wmw-amw-qPomerio su Treccani, su mw-gtreccani.it.
cite-note-21. mwaqimwaqmmwaqqIl denario su numismatics.org, su mwaqunumismatics.org.
cite-note-33. mwaqkMarco Terenzio Varrone, mwaqoDe lingua Latina, V, 32
cite-note-enctreccani-44. mwarimwarmmwarqPomerio su Enciclopedia Treccani, su mwarutreccani.it.
cite-note-55. mwarkmwaroAugur, Augurium in William Smith, mwarsA Dictionary of Greek and Roman Antiquities, John Murray, London, 1875
cite-note-66. mwar8mwasamwasePomerio su Dizionario Corriere della Sera, su mwasidizionari.corriere.it.
cite-note-livioi-7-77. mwasgTito Livio, mwaskmwasoAb Urbe condita libri, I, 7.
cite-note-88. mwas4Floro, mwas8Epitoma de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC, I, 1.8.
cite-note-99. mwatmTito Livio, mwatqmwatuAb Urbe condita libri, I, 44.
cite-note-1010. Tacito, mwatkAnnales, XII, 24.
cite-note-1111. mwat0mwat4mwat8Quando Claudio ampliò il pomerio su Storiearcheostorie, su mwauastoriearcheostorie.com.
cite-note-1212. mwauqmwauumwauyCippo pomeriale su Musei Vaticani, su mwaucm.museivaticani.va.
cite-note-132. mwausmwauwCILmwau0 mwau4VI, 01231c
cite-note-1414. mwaviVestale in mwavmEnciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.

Bibliografia

Fonti primarie

• mwavkTito Livio, mwavomwavsAb Urbe condita libri

Fonti secondarie

• mwawa(EN) William Smith (a cura di), Pomerium, in A Dictionary of Greek and Roman Antiquities, 1890.
• Lorenzo Quilici, Stefania Quilici Gigli. mwawiLa forma della città e del territorio. L'Erma di Bretschneider. 2005.

Voci correlate

• mwawyImperium

Altri progetti

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itpomerio, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-storiapomerio, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) pomerium, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citereftreccani-pomerioPomerio, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.